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Silvia d'Amico Bendicò

Silvia D’Amico, conosciuta anche come Silvia D’Amico Bendicò, è una produttrice e sceneggiatrice italiana.Attiva da oltre 50 anni nel settore della produzione cinematografica e televisiva, le sue numerose produzioni hanno partecipato a tutti i principali festival internazionali, tra cui Cannes, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e la Festa del Cinema di Roma. Ha vinto numerosi premi e collezionato svariate candidature ai principali premi nazionali ed internazionali (Oscar, BAFTA, David di Donatello, Nastri d’Argento).Nata il 2 dicembre 1940 a Roma, proviene da una famiglia di persone gravitanti attorno al mondo dell’arte e, soprattutto, del cinema: il padre, Fedele D’Amico, era uno storico e critico musicale, e la madre, Suso Cecchi D’Amico, una sceneggiatrice. Dei nonni, Emilio Cecchi è stato un critico letterario e critico d’arte, che si è occupato anche di cinema e produzione cinematografica; Silvio D’Amico è stato un critico teatrale che ha fondato l’omonima scuola di arte drammatica. La nonna materna, Leonetta Cecchi Pieraccini, era una pittrice e scrittrice, mentre lo zio, Dario Cecchi, è stato un costumista, scenografo e pittore, sposato con la costumista Maria Baronj. Anche i fratelli si sono dedicati al cinema: Tommaso Moro è un anglista e traduttore, storico teatrale e anche dialoghista e sceneggiatore, mentre Caterina è produttrice, esperta di cinema, curatrice di mostre e documentari e conduttrice radiofonica.D’Amico cominciò a frequentare l’università per laurearsi in lingua e letteratura russa. Ben presto però abbandonò gli studi per intraprendere la carriera cinematografica. Tutto ebbe inizio quando, nei primi anni Sessanta, D’Amico incontrò Carol Guadagni Levi. Moglie di Pilade Levi, amico della madre, aveva da poco fondato con il marito la prima agenzia di attori in Italia, che poco dopo divenne la William Morris. Vista la sua conoscenza di tante persone all’interno del mondo del cinema, Guadagni Levi chiese a D’Amico di cominciare a lavorare per la sua agenzia. Qui cominciò a seguire i giovani attori della Vides di Franco Cristaldi e a Claudia Cardinale, diva della casa, fece da interprete durante il viaggio dell’attrice in Russia in occasione della presentazione de Il Gattopardo (Visconti, 1963). Occuparsi dei contratti degli attori, però, non la entusiasmava, tanto che le venne l’idea di aprire un settore che trattava di diritti letterari. Decise di lasciare l’agenzia quando il regista Alfredo Giannetti le chiese un aiuto per il suo film La ragazza in prestito (1964). La prima esperienza in produzione risale al 1963, quando iniziò a collaborare con il regista, senza però che il suo nome fosse riconosciuto nei crediti. La stessa cosa avvenne per la prima serie tv italiana, La famiglia Benvenuti, andata in onda dal 1968 al 1970. Ufficialmente scritta e diretta da Alfredo Giannetti, la serie, in due stagioni, era nata dall’idea di D’Amico di rappresentare una casa moderna, dove squillavano i telefoni. In quell’occasione D’Amico si occupò anche di cercare i finanziamenti, di mettere insieme il cast e delle trattative con la RAI. Sempre in maniera anonima, nello stesso periodo collaborò come sceneggiatrice a Il brigante (1961) e alla serie tv La vita di Leonardo Da Vinci (1971) di Renato Castellani. Nel 1970 fondò la sua prima casa di produzione, la Excelsior 151/2 (in omaggio al produttore Giuseppe Amato, che aveva un appartamento – il 151/2 appunto – all’Excelsior). Il primo progetto fu la realizzazione di quattro film per la regia di Alfredo Giannetti con Anna Magnani come protagonista: … Correva l’anno di grazia 1870 (1971), La Sciantosa (1971), 1943: un incontro (1971), L’automobile (1971), gli ultimi tre come parte di un ciclo di film per la televisione, Tre donne - Storie d’Italia, trasmesso dalla RAI.La prima volta che il suo nome comparve ufficialmente tra i crediti di un film (Silvia D’Amico, con l’aggiunta di Bendicò, suo nome d’arte) fu per Anno Uno di Roberto Rossellini nel 1974, punto di partenza della sua collaborazione con il regista, durata fino alla morte di lui nel 1977. Con lui nel 1975 scrisse e produsse Il messia; nel 1976 il documentario Concerto per Michelangelo, per la RAI; infine, nel 1977 la sceneggiatura di Lavorare per l’umanità, un film su Marx ed Engels che non fu mai realizzato a causa della morte del regista.Con la Excelsior ha poi prodotto, a partire dagli anni ‘80, una serie di film di successo, tra cui: Le due vite di Mattia Pascal (Mario Monicelli, 1985), I soliti ignoti vent’anni dopo (Amanzio Todini, 1985), Oci Ciornie (Nikita Mikhalkov, 1987), l’episodio Verona di Monicelli all’interno del film collettivo 12 registi per 12 città (1989) e la serie tv, sempre a firma di Monicelli, Come quando fuori piove (2000).Nel 2007 ha fondato la Bendicò s.r.l. con l’intento di dar voce e spazio a nuovi autori e a nuove forme narrative. Nel corso dei primi dieci anni di attività, ha curato per Medusa Video gli special di numerosi classici del cinema italiano (fra i quali Ludwig, Io la conoscevo bene, Boccaccio ’70) e prodotto anche numerosi documentari.

Filmografia
1961 - Il brigante (Renato Castellani) - sceneggiatrice - non accreditata
1964 - La ragazza in prestito (Alfredo Giannetti) – Produzione - non accreditata
1966 - Scusi, lei è favorevole o contrario? (Alfredo Giannetti) – segretaria d’edizione
1968-1970 - La famiglia Benvenuti (Alfredo Giannetti) - non accreditata
1971 - La vita di Leonardo Da Vinci (Renato Castellani) - sceneggiatrice - non accreditata
1971/72 - 4 storie d’Italia (Alfredo Giannetti) – produzione
1971 - …Correva l’anno di grazia 1870 (Alfredo Giannetti) – sceneggiatura
1971 - La sciantosa (Alfredo Giannetti) – produzione
1971 - 1943: un incontro (Alfredo Giannetti) – produzione
1971 - L’automobile (Alfredo Giannetti) – produzione
1972 - Perché? (Nino Zanchin) – soggetto e sceneggiatura
1972 - In prima persona (Silverio Blasi, Toni de Gregorio, Pino Passalacqua, Piero Schivazappa) – Miniserie TV, 1 episodio - sceneggiatura
1974 - Anno uno (Roberto Rossellini) – produzione
1975 - Il Messia (Roberto Rossellini) – sceneggiatura e produzione
1975 - Jo Gaillard (Christian-Jaque, Bernard Borderie, Hervé Bromberger, Aimée Danis) – Serie TV, idea per 1 episodio
1976 - Concerto per Michelangelo (Roberto Rossellini) – sceneggiatura e produzione
1978 - Laura (Lidia C. Ripandelli) – Film per la TV - sceneggiatura
1981 - Un paio di scarpe per tanti chilometri (Alfredo Giannetti) – produzione
1981 - Vita di Antonio Gramsci (Raffaele Maiello) – Miniserie TV - sceneggiatura
1983 - State buoni… se potete (Luigi Magni) – produzione
1983 - Legati da tenera amicizia (Alfredo Giannetti) – produzione
1983 - Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada (Lina Wertmüller) – soggetto
1983 - All’ombra di una grande quercia (Alfredo Giannetti) – produzione
1985 - Le due vite di Mattia Pascal (Mario Monicelli) – produzione
1985 - I soliti ignoti vent’anni dopo (Amanzio Todini)– produzione
1987 - Oci Ciornie (Nikita Mikhalkov)– produzione
1989 - Oh, come sono nere le notti sul Mar Nero! (Vasili Pichul) – produzione
1989 - Verona (Mario Monicelli, episodio del documentario 12 registi per 12 città)– produzione
1991 - Caccia alla vedova (Giorgio Ferrara) – produzione
1991 - Il nodo alla cravatta (Alessandro di Robilant) – produzione
1995 - Il naso - La Russia negli anni Novanta (Lina Wertmüller) – produzione
1999 - Un amico magico: il maestro Nino Rota (Mario Monicelli) – produzione
2000 - Il cielo cade (Andrea Frazzi, Antonio Frazzi) – produzione
2000 - Come quando fuori piove (Mario Moroncelli) – Miniserie TV – produzione
2001 - Rossellini: frammenti e battute (Carlo Lizzani) – testimone
2006 - Ritratto di sconosciuto - Marcellus, Dominicus, Vincentius (Roberto Meddi, Gioia Magrini) – produzione
2007 - Saremo Film (Ludovica Marineo) – produzione
2007 - Suso - La signora del cinema italiano (Luca Zingaretti) – produzione
2012 - L’estate di Bruno Cortona (Gloria De Antoni) – testimone
2012 - Tormenti - Film disegnato (Filiberto Scarpelli) – produzione
2013 - Il volto di un’altra (Pappi Corsicato) Festival di Roma in concorso
2014 - Giulio Cesare – Compagni di scuola (Antonello Sarno) – documentario Festival di Roma
2014 - Allacciate le cinture (Ferzan Özpetek) vincitore 3 Nastri d’Argento
2017 - Rosso Istanbul (Ferzan Özpetek)
2017 - Napoli velata (Ferzan Özpetek) vincitore di 2 David di Donatello e 1 Nastro d’argento
2019 - La dea fortuna (Ferzan Özpetek) vincitore di 2 David di Donatello e 3 Nastri d’Argento
2021 - Django & Django (Luca Rea) – documentario Festival di Venezia
2022 - Le fate ignoranti – La serie (Ferzan Özpetek e Gianluca Mazzella) – serie tv vincitrice di 2 Nastri d’argento “Grandi serie”
2023 - Nuovo Olimpo (Ferzan Özpetek)

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